Scarzuola teatro dell’immaginario

Scarzuola teatro dell’ IO

Di domenica una bella gita tra architettura e natura ci sta, e allora si va a Scarzuola, non troppo lontano da casa, nella provincia di Terni. Si parte, si percorrono strade impervie, tra buche, breccia e curve a gomito… si arriva. Natura piena, tra paesini su cucuzzoli di montagna e paesaggi dove la fauna esplode spontanea. Aspettiamo, solo con la guida si può accedere al convento,alla città ideale. Entriamo; la guida, nipote dell’architetto Tomaso Buozzi che nel 1957 acquistò la proprietà per creare questo suo teatro immaginario, ci fa entrare subito nel vivo di questa città costruita sulle fantasie dell’artista, ci catapulta senza mezzi termini nel mondo dell’inconscio dello zio per condurci ad interrogarci sulla nostra anima, sul nostro vero io. Un percorso iniziatico che si spoglia dal mondo reale, dalle convenzioni, dalla razionalità, dalle regole , alla ricerca delle nostre fantasie e delle immagini che la nostra mente può creare, fino a renderle concrete e materiche.

Partiamo dal convento,che fu addirittura utilizzato come rimessa e ripostiglio dallo stesso Buozzi , e dunque spogliato dalla sua sacralità, per percorrere  il giardino, dove l’architetto portò l’acqua essenziale,simbolicamente, alla purificazione della nostra anima. Si possono scegliere 3 strade da percorre, si sceglie di percorre quella che porta al nostro vero io dando sfogo alle nostre fantasie, alle nostre follie che perchè non dovrebbero essere reali? D’altronde tante dimensioni affiancano la dimensione che siamo abituati a vivere! Perchè non esplorarle? Ovviamente nella nostra mente le paure diventano mostri, e tale percorso iniziatico e spirituale ne comprende svariati da affrontare e da cui liberarci per ritrovare noi stessi, per ritrovare l’amore vero, l’amore per quello che siamo, oltre la personalità che sviluppiamo per vivere la convenzione del reale.

Nelle statue, negli edifici, ritroviamo simbolicamente tutto ciò che rappresenta un ostacolo alla libertà di pensiero -i mostri, gli imperi, le chiese, gli alveari- e tutto ciò che potrebbe farcelo ritrovare, il nostro pensiero -il terzo occhio, madre natura, la musica.

Un percorso che non posso spiegarvi a parole, che vi esorto comunque a intraprendere, materialmente e spiritualmente ; un percorso non semplice, per il quale dobbiamo abbandonare regole e convenzioni, per ritrovare la nostra anima, il nostro spirito, affrontando la paura di non sottostare alle leggi, almeno nelle nostre fantasie… Liberi!Buon viaggio!

http://www.scarzuola.net/

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